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Dottor Google: come i pazienti usano internet per decidere sulla salute

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Hai mai sentito parlare dell’espressione “Dottor Google”? 

Questo termine è spesso impiegato per indicare le ricerche web a tema medico effettuate dai pazienti sui motori di ricerca. Per pigrizia, praticità o impossibilità ad accedere alle cure o al consulto di un medico in tempi brevi.

Una tendenza, quest’ultima, sempre più in voga negli ultimi anni e che non va sottovalutata a livello professionale, etico e strategico. 

Prima di affrontare questa tematica, vediamo quante persone interrogano Internet per approfondire il proprio stato di salute, quali sono le richieste più comuni e come vengono usati i dati trovati in rete dagli utenti (anche in assenza di esperienza medica). 

Si tratta di un insieme di informazioni utili per uno studio medico, una struttura ospedaliera o una farmacia, ad esempio. Tali nozioni, infatti, si possono impiegare per migliorare la propria comunicazione con le persone, facendo anche prevenzione. 

Cosa cercano gli italiani su Google a tema salute?

Stando al 37° Rapporto Italia 2025 dell’Eurispes, due italiani su tre dichiarano di aver cercato informazioni di carattere sanitario su Internet.

Nello specifico quando hanno un problema di salute si comportano in questo modo

  • 3 italiani su 4 si rivolgono a un medico (il 59,6% al medico di base e  il 15,6% allo specialista);
  • il 13% prova a risolvere il problema di salute in rete, cercando informazioni e consigli su Google;
  • l’11% opta per altre opzioni, tra cui le risposte fornite dall’intelligenza artificiale (es. ChatGPT).

Chi si informa online in Italia

Secondo il dossier Salute e informazione realizzato da AstraRicerche per conto di Fondazione Veronesi, “il 61,6% degli italiani è regolarmente esposto a contenuti su salute e benessere attraverso canali di comunicazione estremamente eterogenei”. 

Chi vive con i minori e chi ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni viene maggiormente a contatto con informazioni legate all’ambito healthcare anche senza ricercarle.

In che modo? Attraverso i social media, per esempio, in primis su TikTok o Instagram.

Non solo Dottor Google: attenzione a ChatGPT & Co.

Negli ultimi anni sempre più persone si rivolgono alle intelligenze artificiali per ottenere risposte veloci e mirate sulle questioni di salute. 

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, svolta in collaborazione con BVA Doxa, l’11% dei cittadini italiani usa strumenti di GenAI in ambito medicale, per la ricerca di informazioni. 

Cosa si chiede all’AI? 

In primis, di collegare eventuali sintomi riscontrati ai problemi di salute (47%) o di suggerire farmaci e terapie (39%). 

Questo, secondo la ricerca, è un processo sempre più diffuso complice la rapidità di reperimento delle informazioni (50%) e la facilità d’uso degli strumenti (44%). 

Il rischio, però, è quello di spingere le persone ad “autodiagnosi frammentate”, alla disinformazione sanitaria e ai metodi fai da te. Per prevenire questa situazione è importante lavorare sulla comunicazione medico-paziente e sul concetto di prevenzione. 

Scopri quando e come l’AI può essere efficace nella strategia di comunicazione sanitaria: L’Intelligenza Artificiale può aiutarti nel marketing medico?

Come i medici possono migliorare la propria comunicazione online con i pazienti

Le informazioni presentate finora possono essere preziose per chi opera in ambito sanitario. Partiamo da un presupposto chiave: secondo la ricerca del già citato dossier di Umberto Veronesi, per il 68% degli intervistati i medici di base e specialisti restano le fonti più affidabili

Un dottore o un centro sanitario, dunque, può rispondere ai bisogni delle persone investendo nella comunicazione digitale tramite la pubblicazione di contenuti chiari e autorevoli

Articoli di blog, newsletter e social media sono alcuni degli strumenti con cui i professionisti possono informare in modo consapevole i propri pazienti (e potenziali tali). 

Per il dossier Veronesi, il 79,7% degli intervistati apprezza una fonte slegata da interessi commerciali, meglio se con informazioni comprensibili, utili e trasparenti. 

La rete per chi lavora nella sanità, quindi, va vista come un’alleata

È importante capire come creare contenuti interessanti per le persone, educativi e preventivi, evitando allarmismi e disincentivando le fake news nell’healthcare. 

Per implementare la comunicazione medico-paziente ad esempio puoi: 

  • organizzare un piano editoriale per il blog pensato per rispondere ai bisogni delle persone;
  • gestire al meglio la tua presenza sui social media, scegliendo i canali migliori per parlare ai tuoi pazienti, valutando contenuti e rubriche pertinenti;
  • programmare l’invio di newsletter informative ed educative, facendo e-mail marketing e WhatsApp Marketing con argomenti che stanno a cuore ai tuoi pazienti e invitando alla prevenzione.

Adottare queste strategie è utile anche per ottenere nuovi pazienti, migliorare il personal branding, l’autorevolezza e la fiducia nei confronti della tua struttura o del tuo studio medico.

Come improntare la tua comunicazione sanitaria? Prova con un approccio human to human marketing.

Non sai da dove partire? 

Per colmare il divario digitale e supportare il paziente puoi rivolgerti a un’agenzia di comunicazione di marketing sanitario come Bee Med. In Bee Med possiamo sostenerti in ogni fase strategica e operativa, suggerendoti gli strumenti migliori per costruire e/o migliorare il rapporto con i tuoi pazienti. 

All’interno di una strategia ritagliata sulle tue necessità, a titolo d’esempio possiamo proporti un piano editoriale per il blog del tuo sito web medico, creiamo video per i tuoi social media, ti supportiamo nella configurazione di strumenti per l’invio di messaggi educativi e informativi, oltre che per ricordare visite e appuntamenti.  

Cerchi suggerimenti mirati per migliorare la tua comunicazione sanitaria digitale? Contattaci senza impegno!

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